Paraíso (vol. 3) – Plastic Books

Paraíso (vol. 3)

Random House

Prezzo abituale €21,90 EUR
IVA inclusa.

PRECARIETÀ, CLASSE E DESIDERIO; DIVANI ALTRUI E BUGIE PIETOSE.

La chiusura della Trilogia di Tue, il grande fenomeno della letteratura danese degli ultimi anni.

«Il marchio di fabbrica di Thomas Korsgaard è scrivere con leggerezza sugli aspetti difficili della vita».
Børse

Tue ha ora diciassette anni ed è solo a Copenaghen. Dopo essere stato cacciato dalla stanza in cui viveva, non ha un posto dove andare. Inizia a vagare per le strade della città portando con sé l’essenziale. Di giorno vende giornali; di notte dorme dove può. Vive in uno stato di allerta costante, improvvisando gesti e bugie per passare inosservato.

Quando una collega di lavoro e sua madre gli offrono un rifugio temporaneo, Tue scopre un mondo nuovo. Quella casa borghese, comoda e protetta, sembra promettere stabilità, ma l’incantesimo del privilegio di classe si dissolve presto, rivelando la distanza sociale e affettiva tra chi ha sempre avuto un posto e chi ha imparato a sopravvivere senza.

In Paradiso, il romanzo che chiude la trilogia di Tue, Thomas Korsgaard scrive con una prosa precisa e contenuta sull’esclusione, la vergogna e la difficoltà di ricominciare; e traccia il ritratto feroce di un giovane che si rifiuta di essere una vittima, anche se per questo deve oltrepassare certi limiti.

Si è detto della Trilogia di Tue:
«La Trilogia di Tue è diventata un esempio paradigmatico delle nuove strade che la letteratura europea sta percorrendo oggi».
Zenda

«Korsgaard ha creato un mondo proprio in cui si entra come in uno stato di totale ebbrezza».
Frank Keil, literaturblatt.ch

«Korsgaard possiede un talento eccezionale per la narrazione, con un acuto senso dell’umorismo e una profonda comprensione delle relazioni umane. Senza dubbio, uno dei talenti letterari più importanti della Danimarca».
Berlingske

«Può esistere letteratura truculenta, sporca e impantanata nei bassifondi fuori dagli Stati Uniti? Il danese Thomas Korsgaard ci dimostra che sì».
Diario del Sur

«La sua voce combina vicinanza e distanza, come se descrivendo il suo microcosmo stesse creando una stanza tutta sua dove poter respirare».
Marta Rebón, El Mundo

«L’infanzia, nella voce di Korsgaard, non è un territorio sacro, ma un paesaggio aspro da cui si sopravvive se si ha fortuna. O immaginazione».
Victoria Gabaldón, Mamagazine