Ecco gli articoli che abbiamo trovato.
Despedidas
Barnes celebra i suoi ottant’anni con un’opera straordinaria sulla memoria e la vecchiaia, l’amore e gli addii.
Julian Barnes compie ottant’anni e li celebra con una bellissima esplorazione intorno alla memoria e al passato, ai sentieri imprevedibili a cui conducono le nostre decisioni, alla ricerca della felicità ―a qualsiasi età― e, naturalmente, all’amore, all’amicizia e alla scrittura.
Cosa contiene più verità: i nostri ricordi, i nostri diari, le mille volte raccontate aneddoti o l’immagine che gli altri ci restituiscono di noi stessi? Come comporre, verso la fine della nostra vita, un racconto affidabile di chi siamo? Barnes riflette su tutto questo sullo sfondo della vecchiaia, della prossimità definitiva di una fine, davanti alla quale non possiamo fare altro che imparare a salutarci.
Ma nel cuore di quest’opera c’è anche una storia ―«o una storia dentro la storia»―, e i suoi protagonisti sono due persone su cui Barnes promise di non scrivere mai ―chiamiamole Jean e Stephen― e un jack russell che risponde al nome di Jimmy. Il giovane Barnes conobbe Jean e Stephen quando i tre studiavano a Oxford. Li presentò, si innamorarono, si separarono e seguirono ciascuno la propria strada, lontani l’uno dall’altro e anche dalla vita di Barnes, che non perdonò loro di aver interrotto quell’amicizia. Fino a quando, quasi quarant’anni dopo, si rincontrarono, di nuovo con il suo intervento, e la vita continuò a girare tra gioie, tradimenti e delusioni.
Partendo dall’avventura vitale di questi due «nuovi vecchi» amici, l’autore indaga i misteri e le verità della vita in questo libro commovente che unisce, come di consueto in Barnes, finzione, memorie e saggio. Con la maestria che lo contraddistingue, cesella un testo dall’apparenza giocosa e spensierata che contiene, inevitabilmente, una profonda meditazione sul senso dell’esistenza.